A poco più di un mese dalla sigla del nuovo Accordo di programma che regola le condizioni di ritiro dei RAEE presso i centri di raccolta comunali per il triennio 2025 – 2027, sottoscritto da ANCI, i produttori di AEE, le associazioni delle aziende della raccolta e il CdC RAEE, abbiamo intervistato Luca Mariotto, direttore del Settore Ambiente di Utilitalia, sugli aspetti economici a favore dei centri di raccolta comunali.
Quali sono i vantaggi per le aziende della raccolta rifiuti introdotte dal nuovo Accordo di programma?
Il nuovo Accordo prosegue nel percorso avviato da quello siglato nel 2022, che ha completamente rivisto l’impostazione dei premi di efficienza e introdotto un meccanismo di riconoscimento economico crescente in funzione dei quantitativi di RAEE intercettati. Mira quindi a premiare i comportamenti virtuosi, in termini sia di raccolte più efficienti sia di promozione di iniziative di raccolta dei RAEE anche al di fuori dei centri di raccolta. La semplificazione delle fasce di premialità che passano da otto a tre, la revisione dei target minimi da raccogliere per avere accesso a premi maggiori e, più in generale, l’aumento complessivo degli importi economici sono tutti punti di forza che vanno a beneficio delle aziende della raccolta, oltre che dei Comuni. A questi si aggiunge la previsione di un ulteriore innalzamento delle risorse economiche a disposizione per il 2026, laddove nell’anno in corso i centri di raccolta comunali raccolgano complessivamente almeno 300.000 tonnellate di RAEE.
Tra i vantaggi derivanti dal nuovo Accordo ha sottolineato l’aspetto economico. In che misura ritiene che i nuovi importi economici possano stimolare comportamenti e azioni da parte delle aziende della raccolta in grado di favorire il raggiungimento da parte del nostro Paese del target di raccolta definito dall’UE?
I nuovi importi sono un elemento importante, ma da soli non sono sufficienti per il raggiungimento dei target europei, che rappresenta un problema generale come dimostrato anche dai risultati degli altri stati membri. Ci aspettiamo un incremento dei volumi di raccolta, ma grande attenzione dovrà essere data sia alla corretta gestione di tutti i flussi di RAEE generati, sia alla comunicazione e all’educazione dei cittadini.
Il nuovo documento introduce il riconoscimento dei premi di efficienza anche per i prelievi di notevoli quantità di RAEE effettuati presso strutture pubbliche. Una volta definita l’operatività, questa attività sarà in grado di accrescere la centralità del ruolo svolto dalle aziende della raccolta nel proprio ambito territoriale?
Sicuramente si, le grandi quantità di RAEE che possono essere accumulate in queste strutture rappresentano vere e proprie miniere urbane che spesso non sono sfruttate in maniera adeguata perché non avviate a corretto smaltimento. Le nostre aziende hanno tutti i requisiti necessari per veicolare presso questi soggetti le opportunità offerte dal nuovo Accordo a beneficio delle strutture stesse, degli utenti e di tutto il sistema.
Leggi qui anche l’intervista a Elisabetta Perrotta, direttore generale di Assoambiente.