A tu per tu con gli auditor RAEE

In vista dell'entrata in vigore lo scorso 15 ottobre del nuovo accordo di programma sul trattamento dei RAEE sottoscritto con le associazioni di categoria del settore, il Centro di Coordinamento RAEE ha promosso un programma di formazione per gli auditor che dovranno effettuare le verifiche presso gli impianti di gestione dei rifiuti elettronici che intendono lavorare con i Sistemi Collettivi. Il documento introduce, infatti, alcune novità importanti in specifici ambiti operativi con l'obiettivo di consentirne un'applicazione più dinamica rispetto a quello sottoscritto nel 2016 e propone un ulteriore miglioramento della qualità del trattamento dei RAEE domestici. Abbiamo coinvolto in prima persona tre dei partecipanti al corso chiedendo loro di indicare le competenze tecniche necessarie a un auditor per effettuare le verifiche sull'adeguato trattamento, ma soprattutto di evidenziare quali sono, a loro avviso, i principali contenuti di novità, i punti di forza del nuovo standard tecnico così come i possibili sviluppi futuri di questo modello di accreditamento. Ecco cosa hanno risposto.

 

Egon de Maria, libero professionista, auditor per conto di Certiquality srl
Rispetto al precedente sistema di accreditamento, quali ritiene siano le novità più impattanti introdotte con il nuovo Accordo?

Come auditor, ritengo che le novità più rilevanti siano diverse: le verifiche sono più frequenti, in precedenza, molti operatori le sostenevano ogni tre anni, un intervallo di tempo lungo che, nella mia esperienza, spesso ha comportato significative difficoltà nel confrontarsi con gli auditor. È stata richiesta agli operatori una maggior compiutezza nella rendicontazione delle quantità di RAEE trattati e di frazioni prodotte durante la pratica quotidiana; sono stati introdotti indicatori chiave e i rispettivi valori di riferimento che ciascun operatore deve conseguire, non solo durante l'audit, ma anche durante la pratica quotidiana. Da ultimo, ma non meno importante, le liste di riscontro sono state snellite, per dedicare maggiori risorse alle verifiche essenziali, così da rendere gli audit più efficaci.
Queste novità dovrebbero responsabilizzare gli operatori ad attuare un adeguato trattamento, a migliorare le prestazioni di recupero e di riciclaggio e a mantenere, anche durante la pratica quotidiana, le prassi adottate in fase di audit.

 

Ambra Morelli, auditor di SGS ITALIA spa
Rispetto agli altri schemi di accreditamento, quali ritiene siano i punti di forza e quali quelli di debolezza del modello derivante dall'Accordo di programma siglato tra CdC RAEE e associazioni di categoria degli impianti?

SGS svolge attività di verifica su impianti di trattamento RAEE da oltre dieci anni ed ha quindi avuto modo di confrontarsi con l'evoluzione e la successiva applicazione di diversi standard italiani ed europei. Solitamente il processo di standardizzazione e sviluppo di uno schema di certificazione e verifica si attua nell'ambito di tavoli tecnici dove si confrontano le parti interessate. La medesima impostazione è stata applicata nello sviluppo del nuovo standard tecnico, previsto dall'accordo di programma, che nella più recente revisione ha introdotto un sistema di monitoraggio che prevede di misurare ed incentivare - attraverso un processo di confronto continuo - gli impianti che costantemente investono nel miglioramento tecnico/operativo dei propri processi.
Questa nuova impostazione ci auguriamo possa avviare un processo di miglioramento continuo mediante l'adozione di buone pratiche e di comportamenti virtuosi che dovrebbero aumentare il livello delle prestazioni degli impianti di trattamento RAEE in Italia.
Le azioni conseguenti - per il CdC RAEE ed il sistema associativo italiano - dovrebbero essere indirizzate a far riconoscere la validità dell'accreditamento del proprio schema anche a livello europeo/internazionale mediante un confronto con norme o standard internazionali di fatto già presenti ed applicati all'estero e richiamati nella legislazione di molte nazioni europee.
Questo aggiungerebbe valore all'accreditamento italiano consentendo agli impianti di estendere le proprie attività oltre i confini regionali o nazionali.

 

Antonio Forcina, auditor di IMQ spa
Nella sua esperienza di auditor per il sistema RAEE, quali ritiene siano le competenze fondamentali per condurre una verifica e gli strumenti più utili che il CdC RAEE mette a disposizione degli auditor?

Il presupposto è che l'auditor deve avere una formazione scolastica di tipo tecnico e una significativa conoscenza degli apparecchi elettrici ed elettronici, e dei processi di produzione, perché su queste competenze si sviluppa la nostra capacità di discriminare i singoli elementi che compongono un RAEE.
In base alla mia esperienza di auditor RAEE, iniziata nel 2008, risulta importante anche una conoscenza generale dei sistemi di gestione e della normativa ambientale, fondamentale per comprendere se l'impianto di trattamento opera in una logica di sostenibilità.
Altrettanto essenziali sono alcune soft skill: buona capacità di relazionarsi in modo interattivo con le persone e svolgere il proprio lavoro in modo professionale, attitudine ad affrontare e gestire gli imprevisti che si verificano con frequenza durante un Audit, capacità di analisi d'insieme.
L'analisi dei singoli aspetti che compongono le attività di trattamento e di gestione dei RAEE apparentemente è sufficiente per attestare l'idoneità e l'efficacia dei singoli processi di recupero e di raggiungimento degli obiettivi fissati dalle normative e dagli accordi.
In realtà, i singoli elementi devono essere sempre considerati nel contesto di gestione globale di un impianto per poter rivelare la presenza di eventuali prestazioni inferiori all'attesa.
La formazione e l'aggiornamento continuo sono indispensabili nel nostro lavoro. Il CdC RAEE in questi anni ci ha supportato fornendo formazione ed informazione continua, e mettendo a disposizione la sua esperienza e le competenze nel dare assistenza per la risoluzione delle problematiche riscontrate nel corso degli audit. Ha inoltre affiancato gli auditor neo qualificati nel loro percorso formativo, un servizio indispensabile per avere nel tempo la standardizzazione nella conduzione delle attività in campo.
Sottolineo che il nuovo accordo prevede una documentazione più snella, pertanto ci permette di concentrarci sulla valutazione dei processi e sulle tematiche obiettivo del mandato.
Nel prossimo futuro sarebbe opportuno sviluppare una piattaforma di condivisione delle problematiche riscontrate dai vari auditor per mettere a fattor comune le soluzioni adottate.