A tu per tu con Bruno Rebolini, presidente del CdC RAEE

Presidente, quali sono le priorità del Centro di Coordinamento oggi e nel medio-termine?

Il CdC RAEE è operativo da dieci anni, in questo arco di tempo il sistema multi consortile da lui coordinato si è dimostrato sempre efficiente nell'erogazione dei servizi e nei confronti di tutti gli attori della filiera: i Sistemi Collettivi, i sottoscrittori e i Comuni. Un'efficienza riconosciuta in maniera oggettiva non solo nel nostro Paese, ma anche a livello europeo come best practice. Con l'efficacia che da sempre lo contraddistingue, il sistema multi consortile è pertanto pronto ad affrontare le sfide e i cambiamenti che spettano ai produttori di AEE e che si prospettano per il sistema RAEE nel prossimo futuro con il CdC RAEE sempre pronto a fare la sua parte. Il consorzio è però solo uno degli attori coinvolti nella filiera che nel suo complesso non è altrettanto efficace come dimostra il tasso di raccolta ancora lontano dal target fissato dalla Comunità Europea.

Perché questo avvenga deve aumentare la raccolta primaria, di competenza diretta dei Comuni e della distribuzione, chiamati a implementare i propri servizi di rete e di comunicazione, e si devono ridurre i quantitativi RAEE che sfuggono al sistema di tracciamento ufficiale. Questo richiede una collaborazione sempre maggiore da parte della distribuzione ancora troppo orientata su canali alternativi. Per incrementare l'efficacia del sistema, il CdC RAEE dovrà accrescere le relazioni con quegli operatori - per esempio gli installatori - dove a seguito anche dell'applicazione dell'Open Scope confluiscono RAEE che difficilmente transitano nelle isole ecologiche comunali, e proseguirà nell'attività di comunicazione sociale avviata ormai da diversi anni.

Quali sono a suo avviso le maggiori sfide che dovrà affrontare il sistema da qui ai prossimi mesi a seguito dell'emergenza Covid?

In questi mesi il sistema non ha mai interrotto l'attività e ha saputo gestire al meglio e con la solita efficienza il picco dell'emergenza legata al Covid in sinergia con tutti gli operatori della filiera. Ora la sfida con cui dobbiamo fare i conti nei mesi a venire è legata a come evolverà il mercato delle AEE in termini di vendite e in che termini l'immesso sul mercato si discosterà dal tasso di ritorno con un impatto importante su tutto il sistema RAEE. In questo momento è estremamente difficile fare delle previsioni, valuteremo pertanto l'evoluzione del mercato e insieme ai produttori di AEE apporteremo gli eventuali correttivi necessari.

È in fase di recepimento la direttiva sul pacchetto Economia circolare. Quali cambiamenti determinerà per la filiera dei RAEE?

La transizione all'economia circolare implica senza dubbio sfide condivisibili che impatteranno in maniera positiva su tutte le filiere. Uno dei suoi obiettivi è creare un solido mercato delle materie prime seconde. Ormai da diversi anni nel nostro settore questo avviene solo per i metalli, lo stesso non si può dire per vetro e plastiche, presenti in grandi quantitativi nelle AEE e conseguentemente recuperate dai RAEE, a oggi ancora privi di un reale sbocco sul mercato. È necessario pertanto dare un valore economico reale anche a questi materiali riciclati, in caso contrario il passaggio all'economia circolare non potrà considerarsi efficace e sostenibile. Da ultimo, nello specifico del mondo RAEE perché questo nuovo sistema economico possa funzionare al meglio occorre sanare una volta per tutti dei vuoti normativi legati alla mancata pubblicazione dei decreti sul riutilizzo dei RAEE e sull'adeguato trattamento di cui è circolata la bozza recentemente. Purtroppo, non sono state recepite le indicazioni e le osservazioni fatte dagli attori direttamente coinvolti, tra questi il CdC RAEE, ciò nonostante siamo fiduciosi che a fronte di una nuova interlocuzione si possa ottenere un risultato più efficace.