Intervista a Elisabetta Perrotta, Segretario di FISE Assombiente

Quali azioni sono necessarie per incrementare la raccolta dei RAEE e raggiungere gli obiettivi di raccolta?

Come noto il decreto legislativo n. 49 del 2014 sui RAEE, di recepimento della direttiva europea, prevede un significativo incremento degli obiettivi di raccolta che, tra l'altro, non verrà più espresso in chilogrammi per abitante ma in quantità di RAEE raccolti rispetto al volume di prodotti tecnologici immessi sul mercato nei 3 anni precedenti. Questo significa che a partire dal 2016 si dovranno raccogliere 45 tonnellate di RAEE per ogni 100 tonnellate di nuovi apparecchi elettronici immessi sul mercato (quantità che diventerà di 65 tonnellate nel 2019). Per dare un'idea dell'impatto che tale obiettivo avrà sull'attuale sistema basti pensare che, usando il vecchio metodo di calcolo, l'Italia dovrà passare da una media pro capite di 4,5 kg ai circa 6 richiesti entro il 2016 e ai 8,7 kg/ab. nel 2019.

Dai dati contenuti nel Rapporto Annuale 2016 del Centro di Coordinamento RAEE, dove non sono considerati i dati di raccolta indipendente e dei RAEE professionali, si evince come, sebbene la raccolta sia cresciuta del 14% rispetto al 2015, attestandosi a circa 283mila tonnellate con un pro capite di 4,7 kg, si rimane ancora lontani dagli obiettivi contenuti nel Decreto.

Il sistema deve pertanto individuare una serie di soluzioni per garantire un incremento dei quantitativi raccolti e correttamente gestiti. Uno dei cardini su cui lavorare e concentrare gli sforzi per incrementare la quota di raccolta rimane, proprio per la sua posizione centrale all'interno dell'intera catena, quello della distribuzione. Per ottenere significativi risultati da questo canale serve agire rimuovendo alcuni ostacoli normativi alla raccolta da parte di questi soggetti, svolgendo opera di informazione e sensibilizzazione presso Comuni e distributori (informando in modo capillare delle possibilità di conferimento "uno vs uno" e soprattutto "uno vs zero", per il quale si auspica un decreto di semplificazione che ne permetta la reale partenza), e infine sostenendo tale modalità di raccolta tramite opportuni progetti ed incentivi, integrando i Centri di Raccolta comunali, attualmente distribuiti territorialmente in modo disomogeneo e disciplinati in modo molto differenziato, e i luoghi di raggruppamento dei distributori per renderli sempre più prossimi al cittadino/consumatore.

La raccolta tuttavia non è l'unico segmento in cui occorre agire per migliorare i risultati complessivi del sistema di gestione dei RAEE. Fondamentale è anche che vengano consentite e agevolate le attività a valle, consistenti nella messa in sicurezza, nel trattamento e nel recupero dei materiali valorizzabili, in particolare assicurando che la normativa tecnica che disciplina le caratteristiche e l'utilizzo delle materie prime ottenute dai RAEE non introduca impedimenti ingiustificati, da un punto di vista ambientale ed economico, allo sviluppo delle attività di riciclaggio. È di assoluta importanza, per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e riciclaggio fissati per legge, individuare soluzioni per risolvere le difficoltà che si riscontrano nel riciclo di alcune frazioni derivanti dai RAEE (plastiche, vetro poliuretano). Inoltre, al fine di garantire sul territorio nazionale elevati ed omogenei standard di trattamento e un livello elevato di protezione ambientale, andrebbe emanato il decreto previsto dall'art. 18, comma 4, del D.Lgs. 49/2014, relativo agli standard di trattamento e ai relativi controlli, in conformità alle norme minime di qualità europee.

Va infine evidenziato come sia necessario incrementare gli sforzi per contrastare ed intercettare le gestioni illegali dei RAEE che, oltre a sfuggire al sistema ufficiale di rendicontazione, sono causa di gravi criticità ambientali (soprattutto nei Paesi extraeuropei dove i rifiuti tecnologici vengono esportati e gestiti senza le necessarie precauzioni) ed economiche (determinando tali flussi non autorizzati la sottrazione, ai circuiti legali, di ingenti quantitativi di materie prime).

Qual è il ruolo della corretta comunicazione ai cittadini/consumatori?

Considerando la centralità che il cittadino/consumatore ha nel sistema di raccolta dei RAEE e il suo ruolo primario nella generazione dei RAEE stessi risulta evidente l'importanza della sua consapevolezza sulle più corrette modalità di dismissione dei RAEE. La comunicazione ai cittadini diventa quindi l'unico strumento per diffondere tale consapevolezza. Sebbene rispetto agli anni passati molti passi avanti siano stati fatti serve ancora investire energie e risorse in questo fondamentale aspetto. Da una recente indagine dell'IPSOS sul livello di consapevolezza degli italiani sull'importanza di una corretta raccolta differenziata dei RAEE, si evince che i RAEE sono "riconosciuti" da una quota ancora marginale della popolazione, mentre le cattive abitudini rimangono comunque diffuse.

Pertanto, considerati gli ambiziosi obiettivi di raccolta, da cui l'Italia è ancora lontana, si comprende bene come la sensibilizzazione della cittadinanza sulle corrette modalità di gestione dei RAEE, al fine di evitare una loro dispersione, sia una delle principali preoccupazioni dei soggetti della filiera, a partire dai produttori, che ne sono per legge responsabili, fino ai comuni e gestori, che si occupano della loro raccolta e corretto avvio al riciclo presso gli impianti. È per questo motivo che l'ultimo Accordo di programma ha ritenuto di compiere un passo in più rispetto a quanto previsto dalla legge, rendendo disponibili risorse importanti per la comunicazione alla cittadinanza, alle famiglie, alle scuole, attraverso appositi progetti di comunicazione, a livello sia centrale che locale, che verranno aggiudicati attraverso bandi pubblici.