Intervista a Mauro del Savio

Delegato Unico Dell'Industria

 

 

Con il recepimento della Direttiva 2012/19/UE nel D.lgs. 49/14 il ruolo dei Produttori è centrale, quali sono le priorità che i Produttori identificano per il successo del sistema?

Il successo del Sistema Raee si basa su due parametri entrambi misurabili:

• Il primo è il raggiungimento del target di raccolta, che a partire dall'anno in corso per il nostra Paese si traduce in un obiettivo pari a circa il doppio in Kg/ab rispetto agli anni trascorsi;
• il secondo è la sostenibilità complessiva del sistema, in termini sia di efficienza ed efficacia operativa sia di sostenibilità economica per tutte le parti coinvolte.

 

Gli accordi di programma, stipulati nel 2015, rappresentano l'impegno tangibile dei Produttori di AEE nel Sistema, con la previsione di fondi e premi ai comuni e ai distributori sostanzialmente aumentati nel confronto con il passato.
I dati della raccolta nel 2015 e all'inizio del 2016 sembrano incoraggianti (+ 8% nel 2015 e + 16 % nel 2016 rispetto l'anno precedente).
Il nuovo target di raccolta è la sfida ambiziosa cui è chiamato tutto il sistema RAEE e la vinceremo con l'impegno di tutta la filiera.
Ci aspettiamo una spinta decisiva in tal senso dalla raccolta dei RAEE presso la distribuzione, RAEE anche di piccolissime dimensioni, il cosiddetto " 1 contro 0", se sarà attivata in maniera capillare sul territorio. Insistiamo inoltre sulla necessità di rendicontare tutti i flussi di RAEE, non solo quelli gestiti dai sistemi collettivi dei produttori, aspetto su cui invece è ancora lunga la strada da percorrere.
Tuttora infatti i 2/3 dei RAEE generati sfuggono al sistema e non vengono rendicontati, nascondendo spesso trattamenti inadeguati. Tali situazioni devono essere contrastate a salvaguardia dell'ambiente.

 


Quali sono le maggiori criticità che si osservano dal punto di vista dei Produttori?

Il tema ambientale, e quindi anche la responsabilità che i produttori si assumono nella gestione del fine vita dei propri prodotti, è ormai parte integrante dei processi industriali e, quindi, fattore che impatta sul livello di competitività delle aziende.
L'incompiutezza del quadro legislativo di riferimento RAEE nazionale ha finora condizionato le potenzialità del sistema, sia in termini di risultati sia in termini di garanzia di definizione di un comune "level playing field" per le parti coinvolte, non solo i produttori.
E' fondamentale stabilire le regole, auspicabilmente improntate a criteri di ragionevolezza, e soprattutto adoperarsi affinché vengano da tutti applicate.
La tracciabilità di tutti i flussi di RAEE, come detto, è l'altro elemento critico del Sistema che necessita di essere affrontato in maniera seria e decisa.


Quanto è importante comunicare ai cittadini e ai consumatori quale ruolo svolgono nella gestione dei RAEE?

 

Il ruolo del cittadino/consumatore non può che essere centrale, considerato che al momento l'ambito RAEE attiene principalmente le cosiddette apparecchiature di consumo.
Dobbiamo affrontare la Comunicazione al consumatore con rinnovata energia e modernità raccogliendo il massimo delle risorse disponibili (evitandone la dispersione in rivoli inutili) e finalizzarle con gli strumenti più attuali e innovativi oggi disponibili. Semplicità e chiarezza di dialogo con il consumatore rappresenterà un vero modello di innovazione nel ns di sistema.
Se consideriamo inoltre le aspettative di crescita sulla raccolta delle piccole apparecchiature, si comprende a maggiore ragione l'importanza di informare efficacemente il consumatore ed evitare che i piccoli rifiuti elettronici finiscano tra i rifiuti urbani.

 


Quali azioni si possono attuare per raggiungere gli obiettivi europei?

Debbo ribadire l'importanza della tracciabilità di tutti i flussi di RAEE, attraverso la piena attuazione del noto principio degli "All Actors", richiamato anche nella direttiva comunitaria.
L'economia italiana ha dinamiche di mercato delle AEE del tutto paragonabili a quelle dei principali Stati europei, ragion per cui è ragionevole dedurre che sul territorio siano presenti quantitativi di RAEE anch'essi comparabili. Quindi l'unica spiegazione plausibile sulla differenza di dati registrati è che a quelli tracciati dai canali dei produttori manchino all'appello i flussi di RAEE non rendicontati da canali altrettanto leciti, operanti nel rispetto della legislazione italiana. Naturalmente altro è il discorso da fare sulle situazioni di illegalità.
Condividiamo, come produttori, l'importanza di adeguate azioni di comunicazione e auspichiamo la definizione quanto prima di standard europei di riferimento comuni per regolamentare attività quali il riuso e ricondizionamento dei prodotti, al fine di evitare distorsioni sul mercato e a salvaguardia dell'ambiente.