Il Senato approva una risoluzione sul pacchetto "economia circolare"

Prima della pausa estiva la Commissione Ambiente del Senato ha approvato all'unanimità una risoluzione sull'economia circolare, quale contributo italiano alla discussione sul nuovo "pacchetto" - attualmente all'esame della Commissione ambiente del Parlamento europeo - relativo a quattro specifici ambiti: rifiuti, rifiuti da imballaggio, discariche e veicoli fuori uso, pile accumulatori e rifiuti elettrici ed elettronici.

L’obiettivo di questa risoluzione è proporre - di concerto con Simona Bonafè, relatrice del pacchetto in oggetto - alla Commissione europea una serie di modifiche tra cui: fare in modo che anche gli Stati membri più impreparati in materia di rifiuti, e che quindi ottengono l'esenzione dai nuovi obiettivi, debbano prevedere target con piani di attuazione e calendari dettagliati; disincentivare la realizzazione di nuove discariche e agevolare la chiusura di quelle esistenti; definire target specifici per la frazione organica dei rifiuti urbani. In generale, nel redigere il proprio documento di indirizzo, la Commissione italiana ha riproposto i target della risoluzione Barroso.

Il documento affronta anche il tema molto dibattuto della responsabilità estesa del produttore (EPR), sul quale manca ancora una salutare chiarezza: i relatori hanno proposto che la stessa non ricada solo sui produttori ma venga estesa alle imprese che effettuano attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti oggetto della EPR. Nella fattispecie, se i RAEE sono gestiti non dai produttori o da loro incaricati, chiunque ne effettui la raccolta e li avvii al trattamento deve avere le medesime responsabilità dei produttori in materia di quantità e qualità delle attività di riciclo e trattamento. Se così non fosse, infatti, si creerebbe una corsia preferenziale e anticoncorrenziale per coloro che predano i RAEE senza farne un vero trattamento.

Dopo aver presentato alla stampa la risoluzione, il senatore e presidente della Commissione Ambiente Giuseppe Marinello ha affermato: “Ora la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo spinga l'acceleratore sull'economia circolare con una serie di direttive relative ai rifiuti da imballaggio, alle discariche, ai veicoli fuori uso, alle pile e ai rifiuti elettrici ed elettronici" - sottolineando come - “la risoluzione approvata dalla Commissione Ambiente costituirà atto di indirizzo al Governo per i negoziati in sede di Consiglio dell'Unione Europea”.

Insomma, pare che il nostro Paese abbia fatto la sua parte, ma giova ricordare come non possa esistere una reale economia circolare finché non si prevede e attua un trattamento corretto e adeguato dei rifiuti raccolti in forma differenziata: ciò vale a maggiore ragione per i RAEE che sono all’origine prodotti complessi e costituiti da una molteplicità di materiali.