Accordo trattamento dei RAEE

Il 14 novembre è entrato nella piena operatività l’Accordo di Programma relativo al trattamento dei RAEE domestici che il Centro di Coordinamento ha sottoscritto assieme alle Associazioni di categoria ASSORAEE, ASSORECUPERI e ASSOFERMET, che rappresentano le aziende del trattamento. L’impostazione del nuovo Accordo si fonda sulla condivisione di comuni aspettative per un innalzamento a livello qualitativo del trattamento dei RAEE, unito ad una sempre maggior qualità dei materiali che vengono recuperati. Inoltre, è prevista una nuova e più impegnativa fase di accreditamento. Lo sforzo ingente profuso dal Centro di Coordinamento RAEE e da tutti coloro che hanno collaborato per rendere operativo questo sistema rappresenta un punto di partenza virtuoso in vista dei prossimi obiettivi europei e un esempio positivo del “fare sistema”. I dati aggiornati sugli Impianti per il trattamento adeguato dei RAEE - presentati dal Centro di Coordinamento RAEE in occasione di Ecomondo 2016 - registrano 957 strutture così distribuite: 473 nelle regioni del Nord Ovest, 196 nelle regioni del Nord Est, 149 nelle regioni del Centro e 139 nelle regioni Sud e Isole. Nel 2015 a fronte di 883.882 tonnellate di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche immesse sul mercato, gli Impianti autorizzati hanno trattato 329.460 tonnellate di RAEE suddivise nei cinque Raggruppamenti, di cui 259.574 t provenienti da RAEE domestici pari a 69.886 da RAEE professionali.L’Italia nel 2015 ha raggiunto un tasso di trattato del 36% per i RAEE domestici, a fronte del target europeo che prevede il ritorno del 45% della media dell’immesso del triennio precedente entro il 2016 e del 65% entro il 2019. A livello nazionale bisognerà incrementare gli sforzi in vista del 2019 in quanto il Paese risulta lontano dagli obiettivi 2016, potendo ipotizzare di raggiungere un ritorno del 40% per l’anno in corso, dato inferiore di 5 punti percentuali rispetto all’obiettivo prefissato.

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La raccolta di RAEE segna +14% nei primi 9 mesi del 2016

In occasione del Forum RAEE 2016, che si è svolto nel corso dell’ultima edizione di Ecomondo, sono stati presentati i risultati della raccolta differenziata di rifiuti elettronici ed elettronici nei primi 9 mesi del 2016.I dati elaborati dal Centro di Coordinamento RAEE mostrano una netta crescita, a conferma dell’inversione di tendenza già registrata nei due anni precedenti: dopo il +8% del 2015, nel periodo gennaio-settembre 2016 è stato raccolto un quantitativo complessivo di 210.930 kg di RAEE, pari a +14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In aumento anche la raccolta a livello di singolo raggruppamento, con un incremento a doppia cifra di R2 (+35%), che comprende Grandi Elettrodomestici quali lavatrici, forni elettrici, lavastoviglie, R4 (+18%), dedicato ai piccoli elettrodomestici come cellulari, tablet, frullatori ecc. e R5 (+22%), il raggruppamento delle sorgenti luminose. R1 (Freddo e Clima) segna un +8%, mentre l’unico comparto in cui diminuisce la raccolta è R3 (Tv e Monitor) con un -2%, dato in linea con l’andamento di questo settore negli ultimi anni.

 

Ecomondo 2016

Il Centro di Coordinamento RAEE sarà presente anche quest’anno a ECOMONDO - Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, in programma a Rimini dall' 8 all'11 novembre 2016, con un proprio stand (Pad. B3 stand 028).
Tra gli appuntamenti in fiera dedicati al mondo dei RAEE, il più importante è sicuramente il FORUM RAEE, quest’anno incentrato sul tema della Circolarità delle risorse nel settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche: mito o realtà? che si svolgerà giovedì 10 novembre dalle ore 09:30 alle 13:00 in Sala Neri1 - Hall Sud.

Al FORUM interverrà il Presidente del Centro di Coordinamento RAEE Giancarlo Dezio che farà un intervento sul tema: “Il monitoraggio dei flussi e lo sviluppo della rete di impianti per il trattamento adeguato.”

Approvato Statuto CdC RAEE

Il Ministero dell'Ambiente approva lo Statuto del Centro di Coordinamento RAEE con Decreto Ministeriale del 12 ottobre 2016 n. 275.

http://www.minambiente.it/pagina/decreti

Disponibile il servizio "Gestione Allegati D.M. 65" per i Distributori

Il CdC RAEE ha reso disponibile a partire dal 22 settembre 2016 il nuovo servizio dedicato ai sottoscrittori di Punti di Vendita e/o Luoghi di Raggruppamento (Distributori)

per la gestione degli allegati I, II e III previsti dal D.M.65.

Il servizio costituisce un supporto per coloro che desiderano gestire in modo informatizzato gli allegati previsti dalla normativa vigente.

L’applicazione è disponibile nella propria area riservata e permette di inserire nuovi allegati, ricercare gli allegati creati e stamparli secondo il formato previsto dal D.M. 65.

La creazione degli allegati è facilitata dalla presenza dei dati anagrafici del sottoscrittore e di quelli del/dei punti di vendita se già presenti sul sistema.

Richiesta rinnovo accreditamento ai sensi dell'Accordo di Programma sul trattamento

Gentile Sottoscrittore,

come già indicato con nota del 16 maggio scorso, Le ricordiamo che il 13 maggio 2016 è entrato in vigore l’Accordo relativo al trattamento dei RAEE domestici e alla qualificazione delle aziende che effettuano tale trattamento, ai sensi dell’articolo 33 comma 5 lettera g) del Decreto Legislativo 49/2014.

Sino al 13 novembre 2016 è possibile procedere alla richiesta di rinnovo accreditamento ai sensi di quanto previsto all’art. 13.1 dell’Accordo stesso: I soggetti accreditati sulla base del precedente Accordo per il trattamento, sottoscritto in data 12 maggio 2008, conservano l’accreditamento per un periodo di sei mesi dall’entrata in vigore del presente Accordo. Entro tale scadenza essi sono tenuti a richiedere, attraverso il portale del Centro di Coordinamento RAEE, il processo di accreditamento in conformità al presente Accordo, che deve concludersi entro i successivi 12 mesi. A seguito della richiesta di accreditamento e sino alla visita di audit, da concludersi nei tempi previsti, gli impianti accreditati sulla base del precedente Accordo per il trattamento conservano l’accreditamento.”.

I Sottoscrittori possono procedere alla richiesta di rinnovo accreditamento, per ciascun raggruppamento attualmente accreditato, accedendo con le proprie credenziali all’area riservata del portale del Centro di Coordinamento RAEE (www.cdcraee.it), nella pagina “Elenco Siti”, sezione “Elenco Raggruppamenti”.

Gli impianti accreditati che non dovessero procedere alla richiesta di rinnovo accreditamento entro il 13 novembre, perderanno l’accreditamento e pertanto non potranno trattare i RAEE domestici raccolti dai Sistemi Collettivi, sino all’eventuale successiva conclusione del processo di accreditamento.

La invitiamo pertanto a prendere visione delle nuove regole di accreditamento (contenute nella Specifica Tecnica allegata all’Accordo di Programma) e, se interessato, a procedere come sopra descritto, al fine di poter operare con continuità e senza interruzioni di accreditamento. Non sono infatti ammesse deroghe per impianti che non dovessero richiedere l’accreditamento nei tempi previsti.

Ricordiamo inoltre che, in fase di primo accreditamento, gli impianti certificati sulla base della metodologia WEEELABEX nei 12 mesi precedenti alla data di entrata in vigore dell’Accordo (ovvero dopo il 13 maggio 2015), si intendono accreditati. Tali impianti devono documentare l’esistenza della certificazione attraverso l’apposita funzione presente sul portale del Centro di Coordinamento RAEE, visualizzabile a seguito della richiesta di rinnovo accreditamento per ciascun raggruppamento accreditato.

Il Centro di Coordinamento Vi terrà informati in merito alle future attività necessarie per completare l’accreditamento, che saranno operative a partire dagli ultimi mesi del 2016.

Per eventuale supporto può contattare il Call Center del CdC RAEE al numero verde 800-894.097 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, sabato dalle 8.30 alle 13.00.

Distinti saluti                         

Centro di Coordinamento RAEE

 

Il Senato approva una risoluzione sul pacchetto "economia circolare"

Prima della pausa estiva la Commissione Ambiente del Senato ha approvato all'unanimità una risoluzione sull'economia circolare, quale contributo italiano alla discussione sul nuovo "pacchetto" - attualmente all'esame della Commissione ambiente del Parlamento europeo - relativo a quattro specifici ambiti: rifiuti, rifiuti da imballaggio, discariche e veicoli fuori uso, pile accumulatori e rifiuti elettrici ed elettronici.

L’obiettivo di questa risoluzione è proporre - di concerto con Simona Bonafè, relatrice del pacchetto in oggetto - alla Commissione europea una serie di modifiche tra cui: fare in modo che anche gli Stati membri più impreparati in materia di rifiuti, e che quindi ottengono l'esenzione dai nuovi obiettivi, debbano prevedere target con piani di attuazione e calendari dettagliati; disincentivare la realizzazione di nuove discariche e agevolare la chiusura di quelle esistenti; definire target specifici per la frazione organica dei rifiuti urbani. In generale, nel redigere il proprio documento di indirizzo, la Commissione italiana ha riproposto i target della risoluzione Barroso.

Il documento affronta anche il tema molto dibattuto della responsabilità estesa del produttore (EPR), sul quale manca ancora una salutare chiarezza: i relatori hanno proposto che la stessa non ricada solo sui produttori ma venga estesa alle imprese che effettuano attività di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti oggetto della EPR. Nella fattispecie, se i RAEE sono gestiti non dai produttori o da loro incaricati, chiunque ne effettui la raccolta e li avvii al trattamento deve avere le medesime responsabilità dei produttori in materia di quantità e qualità delle attività di riciclo e trattamento. Se così non fosse, infatti, si creerebbe una corsia preferenziale e anticoncorrenziale per coloro che predano i RAEE senza farne un vero trattamento.

Dopo aver presentato alla stampa la risoluzione, il senatore e presidente della Commissione Ambiente Giuseppe Marinello ha affermato: “Ora la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo spinga l'acceleratore sull'economia circolare con una serie di direttive relative ai rifiuti da imballaggio, alle discariche, ai veicoli fuori uso, alle pile e ai rifiuti elettrici ed elettronici" - sottolineando come - “la risoluzione approvata dalla Commissione Ambiente costituirà atto di indirizzo al Governo per i negoziati in sede di Consiglio dell'Unione Europea”.

Insomma, pare che il nostro Paese abbia fatto la sua parte, ma giova ricordare come non possa esistere una reale economia circolare finché non si prevede e attua un trattamento corretto e adeguato dei rifiuti raccolti in forma differenziata: ciò vale a maggiore ragione per i RAEE che sono all’origine prodotti complessi e costituiti da una molteplicità di materiali.

Al via il Decreto "Uno contro Zero", i piccolissimi RAEE si portano in negozio

Telefonini, tablet, piccoli giocattoli elettronici, caricabatterie, spazzolini e rasoi elettrici obsoleti sono solo alcuni esempi dei piccolissimi RAEE che giacciono a lungo inutilizzati nelle case degli italiani: da oggi i cittadini hanno a disposizione un’opportunità in più per disfarsi di questa tipologia di rifiuti arrivati a fine vita.

Il 22 luglio 2016 è entrato in vigore il decreto sul ritiro “Uno contro Zero” (Decreto n. 121 del 31 maggio 2016), grazie a cui i cittadini italiani potranno consegnare i propri RAEE di dimensione inferiore ai 25 cm presso un punto vendita di AEE di almeno 400 mq, senza obbligo di acquistare un nuovo prodotto equivalente. I distributori con superficie di vendita di AEE al dettaglio inferiore a 400 mq possono invece effettuare il ritiro gratuito dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici in modo volontario.

Il decreto introduce inoltre una semplificazione burocratica per facilitare la procedura di raccolta dei piccoli dispositivi: non sarà necessario richiedere e registrare i dati di chi conferisce questa tipologia di rifiuto, garantendo un significativo risparmio di tempo.

La misura rappresenta un traguardo fondamentale per incrementare la raccolta dei rifiuti elettronici di piccolissime dimensioni, in costante aumento a causa del rapido ricambio di tecnologia. Questi oggetti, infatti, costituiscono quantitativi che possono contribuire in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi comunitari imposti dalla Commissione Europea per il prossimo futuro: garantire il ritorno del 45% della media dell’immesso sul mercato del triennio precedente entro il 2016 e del 65% entro il 2019.

Presentato il primo rapporto sul Trattamento dei RAEE nel 2015

Nel mese di luglio il Centro di Coordinamento RAEE ha presentato il primo rapporto intitolato "Il Trattamento dei RAEE 2015", un altro importante strumento per rendicontare le quantità di RAEE avviati al recupero sul territorio nazionale e monitorare la situazione del Paese rispetto agli sfidanti obiettivi comunitari.

Il dossier contiene i dati acquisiti annualmente dal Centro di Coordinamento RAEE relativamente ai quantitativi di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche gestite dagli Impianti di Trattamento, aziende adibite al recupero e al riciclo dei RAEE secondo un trattamento specifico in base alle caratteristiche del singolo rifiuto.

Nel 2015 sul territorio nazionale hanno operato un totale di 957 Impianti che si occupano di RAEE iscritti all’elenco gestito dal Centro di Coordinamento RAEE, di cui ben 473 situati nelle regioni del Nord Ovest, 196 nelle regioni del Nord Est, 149 nelle regioni del Centro, 101 nelle regioni del Sud e 38 nelle Isole. A fronte di 883.882 tonnellate di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche immesse sul mercato, nel 2015 gli Impianti autorizzati hanno trattato 329.460 tonnellate di RAEE suddivise nei cinque Raggruppamenti, di cui il 79% - pari a 259.574 t – provenienti da RAEE domestici e il 21% - pari a 69.886 t - da RAEE professionali. In particolare, ben 259.582 tonnellate dei RAEE di origine domestica sono state trasportate dai Sistemi Collettivi associati al Centro di Coordinamento RAEE agli Impianti di Trattamento in Italia e all’estero, con una predominanza delle tipologie di rifiuti appartenenti al Raggruppamento 1 - Freddo e Clima (73.332 t) e al Raggruppamento 2 - Grandi Bianchi (72.434 t). 

I risultati registrati sono soddisfacenti, ma non ancora sufficienti per raggiungere il target europeo di ritorno del 45% rispetto alle AEE immesse sul mercato, a cui si arriverà probabilmente entro il 2017. In vista di questo obiettivo, a maggio 2016 il Centro di Coordinamento RAEE insieme alle associazioni di settore ASSORAEE, ASSORECUPERI e ASSOFERMET ha sottoscritto un Accordo di Programma sul Trattamento, grazie a cui sarà possibile garantire una maggiore uniformità dei livelli di trattamento da parte delle aziende e raggiungere un livello qualitativo di eccellenza nella lavorazione di questa tipologia di rifiuti.

Un progetto per estrarre metalli preziosi dai rifiuti elettronici

Il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Università di Cagliari lancia Recovery Green Metal, un progetto finalizzato a recuperare i metalli nobili dai rifiuti elettronici utilizzando un procedimento di lavorazione eco-compatibile.

Nulla come le apparecchiature elettroniche infatti è soggetto a invecchiamento precoce, la tecnologia avanza rapidamente e il desiderio di rimanere al suo passo comporta un aumento esponenziale di RAEE. All’interno di queste apparecchiature vi sono: plastica, vetro, rame, alluminio e talvolta sostanze tossiche (mercurio, cadmio, piombo), ma anche materie nobili, soprattutto metalli (oro, argento, palladio, ecc.) di grande valore oltre che difficile e impattate estrazione.

Ed ecco allora che trovare il modo di recuperare la materia prima seconda dai RAEE diventa non solo auspicabile, ma anche profittevole dal punto di vista economico e ambientale, soprattutto in un Paese manifatturiero povero di materie prime. Se opportunamente raccolti e trattati, i RAEE possono rappresentare una vera e propria miniera urbana: nel corso degli ultimi anni il gruppo di ricerca ha perfezionato un metodo basato sull’uso di reagenti di sintesi eco-sostenibili e brevettati a livello europeo, perché fino ad oggi i metodi convenzionali prevedevano, da un lato l’uso di reagenti molto aggressivi, dall’altro il successivo recupero dei singoli metalli mediante riduzione chimica o elettrochimica. Un’iniziativa questa che dimostra come quella di un trattamento ragionato dei RAEE sia una sfida comune, da vincere grazie a sinergie, in pieno accordo con le normative e gli obiettivi europei. Raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici, innalzamento degli obiettivi di recupero e riciclaggio, obbligo di ritiro dei prodotti a fine vita da parte dei negozi specializzati con la formula ”Uno contro Zero” (ritiro dell’apparecchio a fine vita in assenza di nuovo acquisto): tutto per ripensare in chiave green e circolare la nostra economia.

 

Niente si butta, tutto si trasforma: è la nuova economia bellezza

Complice la diffusione più capillare dell’ideologia del riuso e una riflessione più profonda sulle tematiche della sostenibilità e dell’economia circolare, negli ultimi tempi stiamo assistendo ad un ritorno globale al valore del riutilizzo.

Nuova vita quindi ad oggetti e abiti dismessi ma non solo, anche tanta, tantissima attenzione allo spreco di cibo e risorse. Ieri la parola d’ordine era riciclo, oggi è riuso: non si parla più, infatti, di puro e semplice riciclaggio, pratica buona e giusta che però richiede energie e risorse per raccogliere, ordinare ed elaborare i materiali, ma di trovare un nuovo utilizzo e donare nuova vita agli oggetti che dobbiamo buttare.

In fondo si tratta di un modo più green per riciclare, basta soltanto prendere cose destinate al cestino e creare qualcosa di nuovo e utile. Non solo si aiuta l’ambiente, ma si risparmia anche un po’ di denaro. Ecco così che una vecchia valigia può diventare un bellissimo tavolino e un fiasco di Lambrusco vuoto, una rustica lampada da tavolo. Una “moda” che sembra destinata a durare a lungo e non conosce confini: in America per esempio esiste la “lobby dei riparatori” che ha “fondato” The Repair Association, una nuova coalizione che lega in sé i professionisti, gli hobbisti e i consumatori che non ne vogliono proprio sapere di buttar via gli oggetti guasti, ma che rivendicano il diritto di regalargli una seconda vita, dando filo da torcere alle multinazionali che impongono le loro regole sui pezzi di ricambio e che più in generale puntano invece alla rapida obsolescenza dei prodotti. A tal proposito, una ricerca voluta da Schibsted Media Group, in collaborazione con il portale Subito.it, ha evidenziato come evitando la produzione di nuove autovetture, arredamenti vari, oggetti di elettronica, abbigliamento e allungando la vita ai prodotti passandoli di mano ed evitandogli morte certa in discarica, l’ambiente sembra trarne beneficio con una riduzione di 12,5 milioni di tonnellate di CO2. Una vera e propria rivoluzione.